Il venerdì sera, a casa Vasciaveo, si ordina la pizza. È Nilo, tredici anni, protagonista de Il custode, ad andare a prenderla nella pizzeria migliore del paese. Potrebbe essere una scena qualunque, una di quelle che appartengono alla quotidianità di tante famiglie. Poi qualcuno bussa alla porta con una richiesta urgente di lavoro e si capisce subito che quella dei Vasciaveo è una normalità solo apparente.
Dietro la “Marmi Sorelle Vasciaveo”, gestita dalla mamma Agata e da zia Rosi, si nasconde un’attività ben più oscura. Da generazioni la famiglia custodisce un’eredità antica, le cui radici affondano nella mitologia greca, mentre le regole sono dettate da un sistema dove il silenzio vale spesso più delle parole.
Un destino già scritto?
Siamo a Triscina, borgo siciliano, e il giovane Nilo è cresciuto sapendo quale posto gli è stato assegnato in famiglia. L’arrivo di Arianna e della figlia Siska incrina però un assetto che sembrava immutabile e lo porta a guardare con occhi diversi ciò che fino a quel momento aveva sempre considerato marmoreo.
Ne Il custode Ammaniti torna a confrontarsi con alcuni dei temi più cari alla sua narrativa: l’adolescenza, raccontata come il momento in cui si inizia a mettere in discussione ciò che si è sempre dato per scontato, e i rapporti familiari, fatti di appartenenza, responsabilità e legami dai quali non è semplice emanciparsi. L’eredità non è soltanto qualcosa che si riceve, ma anche un ruolo da accettare, mettere in discussione o provare a cambiare. Il conflitto di Nilo nasce proprio da qui, dal desiderio di capire se il futuro gli appartenga davvero o se sia già stato deciso da altri.
Il custode tra mito e realtà
La mitologia è una presenza costante: Medusa, il cui nome in greco significa custode, entra nella vita dei personaggi con tale naturalezza da rendere sottile il confine tra quotidianità e sovrannaturale. Nel giro di poche pagine ciò che, sulla carta, potrebbe sembrare improbabile, trova una sua coerenza narrativa. È da questo equilibrio che nasce un’inquietudine sottile, mai ostentata, che accompagna l’intero romanzo.
Una fiaba nera dai contorni sfumati, fatta di tensione, legami familiari, retaggi atavici e domande sul peso dell’eredità e del destino. Dove realtà e mito si intrecciano, insinuanti come i serpenti dei capelli di Medusa.
Il libro: Il custode, Niccolò Ammaniti, Einaudi




