Eva dalle sue rovine racconta Mauritius da un’altra prospettiva, lontana dal paradiso e dai paesaggi da cartolina. Siamo a Troumaron, quartiere degradato di Port Louis, dove vivono quattro ragazzi: Sad, Eva, Savita e Clélio.
Sad ama le parole e dedica a Eva, di cui è innamorato, ogni frase che scarabocchia sui muri di casa, infilando il libro di poesie nella sua cartella.Eva ha diciassette anni e scopre ben presto di avere una moneta di scambio: se stessa. Pensa che il suo corpo sia solo un corpo: “si aggiusta, è fatto apposta”. Decide di utilizzarlo e di subire, convinta di potersi così ritagliare una possibilità di evasione. Savita è l’amica più vicina a Eva e cerca in qualche modo di proteggerla; insieme si immaginano nate nei posti giusti, “in famiglie dove la disfatta non è scritta nelle linee della mano o nelle pieghe delle ginocchia”. Clélio, invece, sembra aver trasformato in rabbia tutto ciò che Troumaron gli ha negato, trovando nella musica un anestetico.
Quattro voci da Troumaron
Un capitolo a testa, molto breve, e quattro voci che raccontano se stesse con foga, rabbia, disillusione e solitudine. Intorno a loro Troumaron non è semplice ambientazione, ma una presenza continua: miseria, violenza e un senso di esclusione che condiziona il modo in cui guardano se stessi e il futuro. Un evento drammatico arriva poi come una martellata su un guscio d’uovo, su vite già precarie. Il corpo è ovunque, soprattutto quello di Eva: esposto, offerto, ferito, apparentemente usato con indifferenza. Accanto al corpo ci sono le parole, quelle a cui si aggrappa Sad, ma a Troumaron sembrano avere poco spazio e ancora meno potere.
Eva dalle sue rovine: parole dal margine
Ananda Devi racconta una realtà durissima con frasi brevi, scarne eppure dense, un linguaggio lirico e frammentato, a tratti quasi febbrile. Non spiega i suoi personaggi, li lascia parlare dall’interno, seguendone pensieri, desideri, rabbia e contraddizioni. Giovani vite in cui sembra soggiornare, ostinato, un senso di disfatta, ma anche una forma di giustizia.
Una storia che strazia e percuote, senza bisogno di alzare la voce.
Il libro: Eva dalle sue rovine – Ananda Devi – Utopia




