La quantità di sottolineature è direttamente proporzionale a quanto un libro mi ha conquistata. Ne L’idiota di famiglia di Dario Ferrari ce ne sono parecchie. Più onde che linee.
La trama, in breve: Igor, quarantenne, traduttore di libri perché non abbastanza bravo per essere uno scrittore, torna nella sua Viareggio per assistere il padre, Franco Neri, detto Herr Professor, ex docente di Storia e Filosofia, affetto da demenza senile. Un padre ingombrante e carismatico, con cui il confronto è sempre stato fonte di disagio. Accanto a loro ci sono Ester, la sorella più scaltra, con il figlio Cosmo, e Marta, la compagna di Igor, rimasta a Roma, che cerca nella scrittura un modo per elaborare il dolore di un figlio mai nato. Sullo sfondo, la Storia e un manoscritto sulla breve Repubblica di Viareggio del 1920.
Il tempo, la famiglia, le vite mancate
Ferrari racconta ciò che in tanti conosciamo: genitori che il tempo e la malattia svuotano, figli costretti a cambiare ruolo, aspettative deluse, lutti, occasioni perdute, con uno spazio anche per un’acuta riflessione sulle ambizioni letterarie. La forza del romanzo sta nel modo in cui racconta tutto questo: una scrittura ironica quando serve, profonda senza ostentazione, capace di far rimbalzare il lettore dal sorriso alla malinconia.
L’idiota di famiglia: dal sarcasmo al disincanto
Il tono cambia di continuo. A volte graffia: “Mi stupisce ogni volta l’evidenza che se uno era un coglione a diciott’anni solo in pochissimi casi ha smesso di esserlo a quaranta.”
Altre volte spiazza con una lucidità disarmante: “Il lutto che sempre mi si ripresenta quando torno qui è quello per tutte le cose che avrei potuto essere e non sono diventato, per tutte le vite che qui mi apparivano ancora possibili e che poi, per forza di cose, non si sono realizzate. E non significa che io abbia sbagliato le mie scelte: ad atterrirmi è il fatto stesso di averle dovute fare, aver bruciato infinite miriadi di alternative…”
Con intelligenza e umanità, Ferrari entra nelle dinamiche familiari e personali. Forse linee e onde nascono così: quando uno scrittore riesce a dare forma a un pensiero che avevamo sfiorato. E ti viene da dire: è proprio questo.
Il libro: L’idiota di famiglia, Dario Ferrari, Sellerio






