La retta via – Domenico Starnone 

la retta via, Domenico Starnone, Einaudi

Gli obiettivi sono chiari. È il percorso a prendere ogni volta una direzione imprevista. Ne La Retta via. Otto storie di obiettivi mancati, Domenico Starnone racconta otto personaggi convinti di sapere dove vogliono arrivare. C’è un bambino che pensa di poter scappare attraverso la buca delle lettere, un adolescente impacciato che cerca nello sport un corpo diverso dal proprio, un uomo che coltiva l’ipocondria come una sorta di allenamento alla fine. Ci sono poi una Cinquecento lanciata per strade secondarie, un matrimonio stanco, un corteggiatore che, nel tentativo di avvicinarsi alla donna desiderata, finisce per sedurre tutte quelle che le stanno intorno.

La retta via e l’arte di perdersi

Ciascuno escogita un metodo che gli sembra sensato, ma ogni obiettivo genera uno scarto e conduce altrove. Non è soltanto il caso a scompaginare i programmi: intervengono presunzione, paura, vanità, ostinazione e quella singolare capacità umana di rendere complicato persino ciò che sembrava semplice.

Il titolo contiene così il paradosso dell’intera raccolta: la retta via è una rassicurante costruzione geometrica applicata a una materia, la vita, che di geometrico possiede ben poco. Tra ciò che desideriamo, quello che facciamo per ottenerlo e il risultato finale si apre quasi sempre una distanza; Starnone osserva proprio quello spazio, dove il fallimento può diventare comico senza smettere di essere doloroso.

Il talento di raccontare gli inciampi

L’umorismo nasce anche dalla serietà con cui i personaggi si applicano alle proprie imprese: tanto più si fidano del metodo scelto, tanto più diventano evidenti le contraddizioni che li muovono. Il desiderio di cambiare corpo, sottrarsi a una situazione o conquistare qualcuno rivela così qualcosa che sfugge agli stessi protagonisti, impegnati a cercare una soluzione mentre contribuiscono a complicare il problema. È in questa sproporzione che il sorriso si accompagna al disagio di riconoscere un ragionamento familiare, una giustificazione già usata, una piccola ostinazione difficile da ammettere.

Non tutti i racconti hanno la stessa tenuta: alcuni sono compatti e incisivi, altri sembrano non ingranare del tutto. Nel complesso, non è il miglior Starnone, almeno per me. Sono però ben riconoscibili i suoi guizzi e quella miscela di intelligenza, malinconia e umorismo capace di trasformare l’inadeguatezza in materia narrativa.

La sua scrittura sa  spiazzare e colpire il punto esatto in cui i nostri progetti cominciano a deviare, spesso proprio mentre siamo convinti di procedere nella direzione giusta. Starnone, sempre  un maestro.

Il libro: La retta via, Domenico Starnone, Einaudi

Di Elisa Tomassoni

Sono Elisa Tomassoni, Eli per gli amici. Da sempre ho un grande amore per i libri, navi di carta che portano a esplorare luoghi nascosti dentro e fuori me stessa. Curiosa, entusiasta, sognatrice, cerco la bellezza e il sorriso nella vita. Tra le mie passioni più grandi ci sono i viaggi, i vini (sono sommelier) e i miei adorati Golden Retriever, Ulisse e Platone. Nel mio blog condivido i miei interessi e le scoperte fatte, un'isola dove conoscere, stupirsi ed emozionarsi!