Persepolis, di Marjane Satrapi, è un’opera capace di tenere insieme memoria privata e storia collettiva. Un’autobiografia a fumetti che attraversa l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza dell’autrice nell’Iran della Rivoluzione islamica, ma che parla soprattutto di identità, libertà e formazione personale.
Sul fondo della vicenda si staglia un Paese sempre più dittatoriale e restrittivo: il velo imposto, la sorveglianza costante, la repressione del dissenso, la prigionia e la morte per chi osa non allinearsi. Il potere irrompe nella vita quotidiana con violenza, spezzando le abitudini, ridefinendo i confini del corpo e del pensiero. È in questo contesto che cresce Marjane, all’interno di una famiglia colta e oppositiva, imparando molto presto che pensare liberamente può essere pericoloso.
Persepolis: una memoria in bianco e nero
Satrapi sceglie un segno grafico essenziale, in un rigoroso bianco e nero, che diventa però uno strumento potentissimo: ogni vignetta è asciutta, priva di orpelli e, proprio per questa nettezza, colpisce nel segno. La semplicità visiva non attenua la durezza dei temi — guerra, censura, carcere, perdita — ma li rende più immediati e umani, più difficili da eludere.
Centrale è anche l’esperienza dell’estero: ancora giovanissima, Marjane viene mandata in Austria, dove si ritrova sospesa tra culture diverse, senza radici sicure, e sperimenta l’ostilità e l’incomprensione. L’Occidente non è la promessa di libertà assoluta che aveva immaginato, ma un luogo in cui conosce solitudine, smarrimento e nuove forme di esclusione. Quando torna in Iran, però, si ritrova in un Paese ancora più repressivo; sceglie di non conformarsi, di restare irriducibilmente se stessa, sostenuta da una famiglia illuminata, colta e non retrograda.
Una storia personale che diventa universale
La forza di Persepolis sta proprio in questo sguardo che non smette di interrogarsi e di mettere in discussione le verità imposte. L’ironia, spesso amara, diventa una forma di resistenza: ridere non significa banalizzare, ma sopravvivere, restare vigili, non cedere del tutto. Pur raccontando un’esperienza profondamente personale, Satrapi evita ogni forma di retorica. È proprio questa sincerità a rendere il suo racconto capace di parlare anche a chi conosce poco la storia dell’Iran: dietro gli eventi politici emergono dubbi, paure, desideri e contraddizioni che appartengono a ogni essere umano.
Non è un libro che spiega l’Iran in modo didascalico, né pretende di essere un trattato storico. È piuttosto un racconto intimo che, proprio grazie alla sua onestà, riesce a farsi universale. Un inno alla libertà, al diritto di scegliere il proprio destino e di restare fedeli ai propri valori anche quando il prezzo da pagare è alto.
Nel giugno 2026 è venuta a mancare Marjane Satrapi. Rileggere oggi Persepolis significa ritrovare una voce libera, lucida e coraggiosa, capace di trasformare la propria esperienza in una riflessione universale sulla libertà, sull’identità e sulla dignità umana. Un graphic novel necessario e ancora attualissimo, che continua a parlare a lettori di ogni generazione.
Il libro: Persepolis – Marjane Satrapi – Rizzoli Lizard


