Il primo aggettivo che mi è vento in mente, iniziando a leggere Le cugine di Aurora Venturini, romanzo argentino premiato e tradotto in numerosi Paesi, è stato: strano. Poi, proseguendo con le pagine, altre parole hanno preso forma e consistenza, trasformando la lettura in un’esperienza intensa e fuori dagli schemi.

È un libro non convenzionale, ribelle e crudo, con allo stesso tempo un’ironia tagliente. È una storia di donne e famiglie disfunzionali, che non lascia indifferenti e gratta come cartavetro sulla pelle, mettendo il lettore davanti a una realtà deformata ma profondamente umana. Fin dalle prime righe, si percepisce che questa non è una narrazione rassicurante, ma un racconto che rompe le aspettative tradizionali del romanzo di formazione.

Le cugine: Yuna e una famiglia ai margini

Yuna, la protagonista, nel monologo che dà forma al racconto, dice subito, senza fronzoli, dei suoi parenti: “non eravamo persone comuni per non dire che non eravamo normali”. Nella famiglia Lopez gli uomini sono del tutto assenti, le uniche presenze maschili sono squallidi omuncoli che approfittano di donne vulnerabili abusandone, figure marginali che accentuano il senso di abbandono e precarietà. Le figure femminili infatti presentano problematiche evidenti, disturbi fisici, mentali o disagi importanti.

Carina è vittima di una violenza a seguito della quale rimane gravida, Betina gira sulla sedia a rotelle sbavando: un errore della natura, così la definisce la sorella Yuna con ferocia, in una rappresentazione volutamente brutale e priva di consolazione. Yuna, anche lei non ha una vita lineare: ha difficoltà con la parola, essendo dislalica, eppure con linee e colori riesce a comunicare sentimenti e dubbi, fino a diventare un’artista affermata. Con l’arte dà voce al sé e trova ascolto, trasformando la marginalità in uno spazio di espressione e identità.

Lo stile di Aurora Venturini: una voce unica

Un monologo feroce e sagace, senza punteggiatura, che ricalca quel mondo brutale, senza ordine e senza fiato, in cui Yuna vive. La scelta stilistica di Aurora Venturini non è casuale, ma diventa parte integrante del significato del romanzo, restituendo una lingua imperfetta, viva e necessaria. Un impasto magmatico e incandescente, informe, provocatorio, che cerca riscatto nei confronti di una natura che è stata crudele e matrigna, e trova uno spazio proprio. Rifiutando i punti e le virgole convenzionali, si appropria di una tela e la dipinge, proprio come Yuna si appropria della propria storia, raccontandola senza filtri né abbellimenti.

Coraggiosa, audace, personalissima, Le cugine è una lettura che destabilizza e affascina, un romanzo che parla di diversità, identità e sopravvivenza, lasciando una traccia persistente anche dopo l’ultima pagina.

Il libro: Le cugine, Aurora Venturini, Edizioni Sur

Di Elisa Tomassoni

Sono Elisa Tomassoni, Eli per gli amici. Da sempre ho un grande amore per i libri, navi di carta che portano a esplorare luoghi nascosti dentro e fuori me stessa. Curiosa, entusiasta, sognatrice, cerco la bellezza e il sorriso nella vita. Tra le mie passioni più grandi ci sono i viaggi, i vini (sono sommelier) e i miei adorati Golden Retriever, Ulisse e Platone. Nel mio blog condivido i miei interessi e le scoperte fatte, un'isola dove conoscere, stupirsi ed emozionarsi!