Nel libro La mia proprietà privata, Mary Ruefle trasforma la tristezza in una materia concreta, quasi tangibile, scomponendola in colori, oggetti e sensazioni.
“La tristezza blu è dolcezza tagliata in tante strisce con le forbici e poi fatta a pezzettini con un coltello, è la tristezza delle fantasticherie e della nostalgia, […] è quella che vorresti dimenticare, ma non puoi.” “La tristezza nera è cenere di sogni, è la tristezza delle nuvole che pensano di essere uva, è tristezza strappata e tristezza lacerata.” “La tristezza grigia è la più comune delle tristezze, è la tristezza della sabbia del deserto e della sabbia sulla spiaggia, è la tristezza di un pupazzo che si scioglie durante una nevicata.” “La tristezza rossa è la tristezza segreta. È un messaggio in busta troppo fragile per essere aperta.” “La tristezza gialla è la tristezza della sorpresa. È l’agrume della tristezza.”
Le varie tristezze prendono vita in un testo profondamente evocativo, come a contatto con una tela emotiva sulla carta. Questa suddivisione cromatica costruisce una vera e propria mappa interiore, in cui ogni tonalità diventa una chiave di lettura dell’esperienza personale.
Mary Ruefle e il linguaggio simbolico degli stati d’animo
È un libro inusuale, senza una trama vera e propria: un amalgama di considerazioni e immagini, che annida suggestioni e annoda pensieri; affascinante e onirico, in capitoli brevi racchiude un concentrato di poesia. In La mia proprietà privata, la tristezza non è un blocco indistinto, ma una costellazione di stati d’animo: nostalgia, perdita, sorpresa, segreto, quotidianità.
Non mancano poi episodi di vita e scampoli di esperienze, come il ricordo dell’albero finto di Natale che diviene fonte di riflessione. “Forse è per quello che oggi così tante persone comprano alberi finti. Sono molto popolari. Anche se non sono veri, non si vede la differenza. E la gente è sempre felice quando non riesce a vedere la differenza.”
In questa immagine si concentra uno dei passaggi più rivelatori: il rapporto tra autenticità e apparenza, tra ciò che è vero e ciò che scegliamo di non distinguere. Emerge infatti la grande forza riflessiva: non solo un libro sulla tristezza, ma un testo che interroga il nostro modo di percepire la realtà e di accettarne le sfumature.
La mia proprietà privata, tra incanto e realtà
Una penna penetrante, quella di Mary Ruefle, scrittrice e poetessa americana, capace di sedurre il lettore e impigliarlo in una ragnatela sottile e densa. La sua scrittura lavora per immagini simboliche e associazioni inattese, trasformando un’emozione universale in esperienza visiva e quasi tattile e fondendo l’incanto con la realtà.
Il libro: La mia proprietà privata, Mary Ruefle, NN editore


