Esperanza si racconta così, nel romanzo La casa di Mango Street: “In inglese il mio nome si traduce Hope. In spagnolo, Esperanza, significa che ci sono troppe lettere. Significa tristezza, attesa.”
Esperanza è una ragazzina che ha cambiato molte abitazioni, fino ad approdare a Mango Street, in un barrio di chicanos a Chicago. Non è la casa dei suoi sogni, bianca con un grande giardino, come la raccontava papà quando comprava un biglietto della lotteria. La casa di Mango Street è invece piccola, rossa, con finestre così piccole che sembrano trattenere il fiato.
Uno sguardo che diventa racconto
Esperanza sogna una casa vera, un nome diverso, un’amica fidata. È disposta a pagare cinque dollari per avere un’amica per sempre. Guarda il quartiere con i suoi occhi, trovando immagini suggestive per descrivere i familiari, gli oggetti, i vicini di casa. È proprio questo sguardo a rendere il libro un piccolo incanto. La famiglia in cui tutti hanno capelli diversi — folti e lisci come spazzole, o come caramelle col buco, scivolosi — mentre i suoi sono pigri. E mentre tutti hanno piedi piccoli e aggraziati, i suoi sono goffi e gonfi.
Quanta poesia nello sguardo di Esperanza sul mondo, una tenerezza agrodolce che pervade le pagine. Racconta sé stessa e ciò che la circonda con una sincerità disarmante. Scrive poesie e, quando la zia la esorta a non smettere di scrivere per restare libera, non ne comprende ancora fino in fondo il significato.
“Non si può mai avere troppo cielo. Ci si può addormentare e svegliare ubriachi di cielo e il cielo ci può far sentire al sicuro quando si è tristi. Qui di tristezza ce n’è troppa e di cielo non abbastanza.”
Libertà e identità nella casa di Mango Street
Esperanza non lo percepisce pienamente, ma intuisce di essere diversa: “ho deciso di non crescere tranquilla come le altre che si affacciano sulla soglia con una catena al piede”. Vede donne rassegnate a prendere botte dai mariti, o convinte che il matrimonio sia l’unica possibilità di riscatto.
Esperanza si ribella, sogna, scrive. Incastrata in una casa che non sente sua, in una società che accetta supinamente violenza e imposizione, lei si divincola. Sa guardare oltre, vedere la forma delle nuvole, sentire il respiro degli alberi, giocare con immagini e dare forma alle sensazioni. È un personaggio che rimane nel cuore per la sua ostinata voglia di libertà e quella scintilla mai sazia di vita. Meraviglioso.
Il libro: La casa di Mango Street – Sandra Cisneros – La Nuova Frontiera


