Nasce a Liegi, ma sogna Parigi. Ci arriva con Tigy, artista, prima moglie, e da lì comincia la traiettoria di una pallina del flipper, fatta di rimbalzi continui e direzioni imprevedibili. Così prende forma il percorso del famoso scrittore nel libro in Francia con Georges Simenon: non solo uno spostamento geografico, ma l’inizio di un percorso irrequieto. Gli indirizzi cambiano senza sosta: dalle mansarde parigine a Rue du Faubourg Saint-Honoré e a Place des Vosges. Attraversa la Francia e l’Europa, oltrepassa l’oceano, raggiunge l’America, per fermarsi, soltanto alla fine, in Svizzera.
In Francia con Georges Simenon: una fame che diventa scrittura
A muoverlo è qualcosa di preciso, quasi fisico: una fame incessante. Una spinta che si fa scrittura, ma anche desiderio, impulso, bisogno di vivere senza riserve. Scrive senza sosta: otto racconti al giorno, un romanzo alla settimana, costruendo un’opera sterminata, fatta di settantacinque Maigret, centodiciassette romanzi duri, duecento romanzi popolari.
Una vita che non si lascia contenere
Accanto alla scrittura, una vita privata altrettanto piena e irrequieta. Tigy, prima moglie e complice; Denyse, seconda moglie, segnata da una attrazione viscerale; Teresa, con cui emerge una dimensione più quieta, quasi tenera. E, in mezzo, la presenza costante di Boule, la domestica e amante, insieme a una moltitudine di incontri: diecimila donne, di cui ottomila prostitute. Un’urgenza fisica che attraversa la sua esistenza con la stessa intensità della scrittura. I figli, tra gioie e dolori profondi; il rapporto con la madre, una ferita che resta aperta.
Eppure, dentro tutto questo eccesso, emerge uno sguardo lucidissimo: comprendere, non giudicare. È il cuore del metodo Maigret, ed è forse ciò che ancora oggi ci trattiene nelle sue pagine. Il successo arriva, enorme, anche economico, ma non coincide mai con un vero approdo. Simenon continua a spostarsi, a cambiare città, case, relazioni, come se fermarsi fosse impossibile.
E allora quella fuga non è solo biografica: diventa una forma di conoscenza. Un movimento continuo che sulla pagina si trasforma in chiarezza, profondità, empatia. Una fame di vita che passa attraverso la scrittura e arriva fino a noi lettori, mentre restiamo dentro le sue pagine e, senza accorgercene, ci lasciamo nutrire.
Il libro: In Francia con Georges Simenon – Un uomo in fuga, Riccardo De Gennaro, Giulio Perrone editore



