“Ti amo.” “Finalmente ti sei deciso, anche io.” Destinazione errata: il messaggio non voleva essere rivolto alla collega Claudia, bensì alla moglie Livia, ma in un momento di disattenzione, alle prese con tre bambini piccoli, uno sbaglio. La risposta arriva inaspettata: il protagonista (anonimo e io-narrante) sta per ammettere il disguido, eppure tergiversa, rimugina, attende, e in quell’attesa pensieri e dubbi iniziano a farsi strada.
Un messaggio, un errore, una crepa
Qualcosa dentro si smuove, immagina Claudia, le sue curve, spazi nascosti del suo corpo a cui mai aveva prestato attenzione. Claudia, ignara dell’errore, muta repentinamente la confidenza tra colleghi in richieste di attenzioni, pretese, offese, calandosi nel ruolo dell’altra, la donna amata e amante. Le famiglie reciproche che si conoscono, un saliscendi di omissioni, bugie, ripensamenti, si insinuano in quello che era un matrimonio perfetto: coppia esemplare, innamorati, lei bellissima, entrambi con posizioni lavorative di successo, tre bambini impegnativi in quanto piccoli, ma fonte di gioia, un’intimità appagante.
Eppure… può un messaggio sbagliato, due parole brevissime, creare una crepa, aprire una voragine e mettere tutto in discussione da un momento all’altro?
Destinazione errata e verità scomode
Centoquarantuno pagine, da ingurgitare, perché la fame di sapere quel che succede è forte; la penna eccezionale di Starnone, che sa come maneggiare l’animo umano e portare a galla dubbi e fragilità. Centoquarantuno pagine sono poche, forse troppo, per capire appieno i personaggi; alcuni comportamenti sembrano strani, forse poco verosimili, o forse solo semplicemente umani, in un mondo in cui capire che cosa passa nella testa delle persone, i cambiamenti improvvisi, l’instabilità e la mutevolezza sembrano diventati la norma, in una volatilità emotiva e in un discount sentimentale.
È in questa zona grigia che Starnone ci costringe a sostare: nel punto esatto in cui l’amore inciampa, la colpa si confonde con il desiderio e la quotidianità diventa un terreno minato di possibilità mancate. Si rimane in apnea, davanti alla disarmante evidenza che ogni equilibrio affettivo è precario e che la verità, quando affiora, non salva ma scompiglia.
E allora forse il senso di scoramento, la sospensione che rimane, l’amarezza di fondo, sono solo specchio del mondo in cui realmente siamo e, anche in questo, sta la grandezza di Starnone.
Il libro: Destinazione errata, Domenico Starnone, Einaudi




