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Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura di Kent Haruf, riporta il lettore a Holt, la cittadina del Colorado che prende forma come un luogo concreto, abitato da volti ormai familiari.

Nel romanzo ritroviamo i fratelli McPheron, i due anziani che avevano accolto Victoria Roubideaux quando era incinta, affezionandosi a lei. Ora la ragazza, con la piccola Katie, decide di trasferirsi per frequentare l’università, lasciando in loro una nostalgia dolce e fiera, come quella di due padri che imparano a lasciar andare. Il distacco non viene raccontato con enfasi, ma attraverso gesti semplici e quotidiani, fedeli allo stile dell’autore.

Tornano anche Guthrie e i suoi figli, e accanto a loro Haruf intreccia nuove voci: il giovane DJ, che si prende cura del nonno malato; Rose Tyler, assistente sociale dal cuore saldo e compassionevole, i piccoli Joy Rae e Ritchie, intrappolati in una famiglia segnata da violenza e precarietà.

Crepuscolo, tra ritorni e nuovi intrecci

Sono vite che si sfiorano, si cercano, si tengono per mano, tra luci e ombre, gentilezze e dolori. C’è chi ama con affetto sincero, chi si avvicina all’amore con cautela e timore, chi aiuta in silenzio, senza chiedere nulla, chi resiste alla durezza del mondo e chi impara a trovare nuova linfa vitale dopo un lutto. E poi c’è l’altra faccia dell’umanità: la violenza esercitata con tracotanza, le ferite, fisiche ed emotive, che lasciano cicatrici profonde. Un affresco corale che mostra tutte le sfumature del vivere, in cui la comunità di Holt diventa presenza attiva e non semplice sfondo narrativo.

Nel romanzo, ambientato nella provincia del Colorado, Kent Haruf costruisce una trama fondata sulle relazioni, sui silenzi e sulle responsabilità condivise. Le storie non si impongono, ma si avvicinano lentamente, lasciando spazio ai dettagli e ai dialoghi essenziali. I fratelli McPheron rappresentano una forma di paternità concreta e silenziosa; Rose Tyler incarna una cura lucida e responsabile; nei piccoli Joy Rae e Ritchie emerge invece la vulnerabilità più esposta, segnata dall’instabilità familiare.

Lo stile di Kent Haruf tra essenzialità e sguardo interiore

Haruf scrive come chi sa guardare la vita da dentro, con una tenerezza che scava e un linguaggio che avvolge. La sua prosa è sobria, priva di effetti vistosi, capace di restituire profondità emotiva attraverso dialoghi asciutti e scene quotidiane. Tra speranza, affetto e momenti di sofferenza, Crepuscolo prosegue il percorso delicato iniziato con Canto della Pianura: una narrazione che illumina il quotidiano e ci ricorda che, anche nei giorni più grigi, da qualche parte qualcuno accende una luce.

Il libro: Crepuscolo, Kent Haruf, NN editore

Di Elisa Tomassoni

Sono Elisa Tomassoni, Eli per gli amici. Da sempre ho un grande amore per i libri, navi di carta che portano a esplorare luoghi nascosti dentro e fuori me stessa. Curiosa, entusiasta, sognatrice, cerco la bellezza e il sorriso nella vita. Tra le mie passioni più grandi ci sono i viaggi, i vini (sono sommelier) e i miei adorati Golden Retriever, Ulisse e Platone. Nel mio blog condivido i miei interessi e le scoperte fatte, un'isola dove conoscere, stupirsi ed emozionarsi!