Racconto breve di Leonardo Sciascia, ambientato nella sua Sicilia, tra omertà e potere, Una storia semplice prende avvio da una telefonata alla polizia, in cui un certo Giorgio Roccella chiama dicendo di dover far vedere urgentemente una cosa: quando gli agenti arrivano, lo trovano morto. Un apparente suicidio, che ben presto si rivela un enigma più oscuro. Dietro quella che sembra davvero “una storia semplice” si cela invece una trama fitta di silenzi e omissioni. Sciascia, con la sua prosa essenziale e tagliente, smaschera le ipocrisie del sistema. Qui il mistero non è solo quello del delitto, ma dell’indifferenza e della complicità di chi dovrebbe cercare la verità. La magistratura, la polizia, la politica: tutto è intriso di un torpore che non è distrazione, ma volontà precisa di non vedere.
Una storia semplice, o forse no
Il titolo stesso è amaramente ironico: nessuna storia è mai davvero semplice, soprattutto quando si scontra con la realtà dove la verità viene scientemente sepolta. Le figure che dovrebbero garantire la giustizia diventano quasi caricaturali, oscillando tra rassegnazione, convenienza e paura. È qui che il romanzo si fa specchio della società italiana, una riflessione sul potere e sulla sua capacità di corrompere ogni ricerca di giustizia. Il lettore sa che la soluzione è lì, a portata di mano, eppure resta un senso di sconfitta, dove la giustizia è solo un’illusione.
Sciascia e la denuncia silenziosa
Sciascia, come sempre, non ha bisogno di gridare per denunciare. Il suo stile è sottile, chirurgico, e proprio per questo fa male. Non cerca eroi, non dà illusioni. Ci mette davanti a una realtà che conosciamo, ma che preferiamo ignorare. In questo risiede la forza di Una storia semplice: un racconto breve ma potentissimo, che racchiude tutta la lucidità e l’amarezza del suo autore. E allora leggere questo libro diventa un’esperienza stranamente dolorosa: c’è la tensione del mistero, ma anche la certezza che nulla cambierà davvero. Un monito, ancora attuale, sulla fragilità della verità e sulla rassegnazione di chi dovrebbe difenderla.
Il libro: Una storia semplice, Leonardo Sciascia, Adelphi


